domenica 20 maggio 2012

Il Vesuvio

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Il Vesuvio
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Aspetto della montagna prima e dopo l'eruzione

Ecco il Vesuvio, poc'anzi verdeggiante
di vigneti ombrosi,
qui un'uva pregiata
faceva traboccare le tinozze;
Bacco amò questi balzi
più dei colli di Nisa,
su questo monte i Satiri in passato
sciolsero le lor danze;
questa, di Sparta più gradita,
era di Venere la sede,
questo era il luogo rinomato
per il nome di Ercole.
Or tutto giace sommerso
in fiamme ed in tristo lapillo:
ora non vorrebbero gli dèi
che fosse stato loro consentito
d'esercitare qui tanto potere.

Così scriveva il poeta latino Marco Valerio Marziale per descrivere la desolazione lasciata dalla furia del vulcano.

Dall'eruzione del 79 d.C., il Vesuvio ebbe molti periodi di attività alternati a intervalli di riposo. Nel 472, scagliò una tale quantità di ceneri, che si sparsero per tutta Europa e riempirono di allarme perfino Costantinopoli. Nel 1036 si ebbe la prima eruzione con fuoriuscita di lava. Questa eruzione fu seguita da altre cinque, l'ultima delle quali avvenne nel 1500. A queste fece seguito un lungo riposo di circa 130 anni, durante il quale la montagna si coprì nuovamente di giardini e vigne come in precedenza. Anche l'interno del cratere si ricopri di arbusti.

Eruzione di acqua bollente
Nel 1631 ci fu un'altra terribile eruzione del Vesuvio, che coprì di lava la maggior parte dei paesi sulle sue pendici. In questa eruzione, Napoli fu direttamente minacciata, il che si è verificato molto di rado. A ricordo, ancor oggi, sta la statua del santo patrono Gennaro al Ponte della Maddalena, rivolto verso il Vesuvio. In aggiunta a questa calamità si crearono torrenti di acqua bollente fuoriuscita dal vulcano, che produsse ulteriori spaventose distruzioni.

Vapori colorati, cascate di lava
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Gouache - eruzione del Vesuvio
Ci sono state da quell'epoca, numerose eruzioni, che sarebbe noioso menzionare in dettaglio; ma due di queste sono degne di nota. Durante un'eruzione del febbraio 1848, una colonna di vapore alta circa 15 metri, sorse dal cratere, presentando una varietà di colori; subito dopo spuntarono dieci cerchi, bianchi neri e verdi che assunsero la forma di un cono. Un'apparizione simile era stata osservata nel 1820. Più recentemente, nel maggio 1855, un grande flusso di lava incandescente, di una 70 di metri di larghezza, fluì verso un grosso crepaccio di circa 300 metri di profondità. La prima parte di questa spaccatura è a precipizio e qui, la lava in caduta formò una magnifica cascata di fuoco liquido.


[fonte www.wikipedia.org]